La gioia di pescare

Nella Koinonia Giovanni Battista il luogo particolare, significativo, strutturale dell’evangeliz-zazione è la casa di preghiera che noi amiamo paragonare alla rete di pesca. La casa di preghiera è una rete di pesca, cioè il luogo dove si pescano i pesci, fratelli e sorelle che fanno esperienza di Gesù Signore e Salvatore, datore di vita. Unitamente alla fatica del pescatore, per pescare i pesci c’è la gioia di avere le reti piene. La gioia per il pescatore è pescare abbondanti pesci. Analogamente accade per le case di preghiera. Quando vengono fratelli nuovi allora la nostra gioia si rinnova e si accresce. Accade, però, che per molte case di preghiera la pesca è scarsa e a volte proprio nulla e allora, al posto della gioia, si insinua la tristezza, la delusione, lo scoraggiamento. Che fare?
Possiamo attingere luce e indicazioni dal brano del Vangelo secondo Luca (Lc 5,1-11). Si tratta della cosiddetta “pesca miracolosa”; una pesca, però, che inizia da una situazione simile a quella in cui possono trovarsi molti di noi. Pietro e i suoi compagni avevano pescato tutta la notte e non avevano preso nessun pesce. Così si trovavano in riva al lago di Genesaret con le barche vuote, ormeggiate alla sponda, e intenti a lavare le reti, inutilmente utilizzate tutta la notte. Gesù, si accosta e sale di sua iniziativa sulla barca principale, quella di Simone, e con molta delicatezza chiede al pescatore di scostarsi un poco da terra; ovvero di sciogliere l’ormeggio e rimettere la barca in lago aperto, ma non troppo distante dalla riva. Questo perché voleva ammaestrare la moltitudine di gente che era accorsa proprio per ascoltarlo. Gesù certamente aveva l’intenzione di ammaestrare la folla, ma, tra quella moltitudine, vi era un destinatario speciale, Simone, che diventerà Pietro. Simone, infatti, stanco e sfiduciato, ora deve stare sulla barca ad ascoltare il Maestro. La parola di Gesù entra nel suo cuore e lo cambia, lo pacifica, lo rende attento e convinto delle verità che essa comunica. La barca vuota ora è piena della presenza del Maestro le cui parole danno vita a Simone: la barca diventa il luogo della benedizione. Dopo aver finito di parlare Gesù, che conosce il cuore di Simone, può comandargli (non è più un invito) di prendere il largo per pescare. Gesù ora conduce Pietro all’azione, un’azione però che è la conseguenza di un comando ad attuare qualcosa che Simone aveva già fatto con insuccesso per tutta la notte. Ora Simone lo deve rifare nell’ora calda del giorno, non adatta per pescare. Simone, da ascoltatore della parola del Maestro deve diventare discepolo, uno che adempie ciò che dice il Maestro. Nonostante avesse fatto presente a Gesù che avevano già pescato tutta la notte inutilmente, crede alle parole del Maestro e getta le reti.
Con gioia immensa vede che le reti si riempiono di pesci, ma, nel ritirarle sulla barca, si accorge che esse rischiano di rompersi. La quantità di pesci è così abbondante che le reti di Simone non reggono a quel peso inaspettato e ormai si paventa la possibilità reale della fuga dei pesci intrappolati. Così Simone è costretto a chiedere aiuto ai suoi compagni. Le due barche si riempirono di pesci al punto che quasi affondavano; ma di fatto non affondano perché sono insieme e si aiutano a vicenda. Da questo meraviglioso racconto, possiamo ricavare quattro segreti affinché il pescare abbia successo e sia una vera gioia.

1– Ascoltare la parola del Signore: non puoi pescare se non ascolti la parola del Pescatore.
2– Credere e agire: credere equivale ad agire; ad impegnarsi, a compromettersi con il Maestro ponendo la propria fiducia solo in Lui.
3– Chiedere aiuto: non si pesca da soli, ma insieme ai tuoi fratelli. Da soli si rischia di perdere i pesci.
4– Unirsi ai fratelli con un patto di amicizia: essere legati gli uni gli altri è garanzia che la nostra barca non affondi. L’attività della casa di preghiera non è privata, ma parte di un corpo comunitario che ti aiuta, ti sostiene, ti mantiene a galla. Siamo chiamati a pescare e in forza di questa nostra comune vocazione cristiana possiamo vivere una rinnovata gioia ponendo in pratica queste quattro regole che il Pescatore per eccellenza, Gesù di Nazareth, ci ha indicato attuando la pesca miracolosa sul lago di Galilea. 
p. Sandro Bocchin