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La spiritualità del pescatore La vera tradizione è vivere da pescatori
La figura del pescatore viene spesso usata da Gesù per indicare le qualità di un apostolo. Così i primi apostoli, come ci racconta il Vangelo di Luca, sono dei pescatori che un giorno, sulle rive del mare di Galilea, vengono chiamati a diventare pescatori di uomini. Comprendo bene che, chiamando dei pescatori, Gesù non poteva usare altre immagini se non quelle legate al mondo della pesca. Certamente l’immagine del mare e del pescatore non sono le uniche scelte da Gesù per significare il Regno dei Cieli, ma sicuramente sono le più suggestive, le più frequenti.
Gesù poteva benissimo paragonare la figura dell’apostolo con quella del contadino, ma ciò non risulta dagli scritti evangelici. Semmai il contadino viene usato per raffigurare l'efficacia della Parola e l'azione del credente che getta nel suo orto un piccolo seme che poi cresce, mentre per significare la spiritualità dell'apostolo il Signore ha preso in prestito figure legate all'ittica.
La ragione è che Gesù richiede dagli apostoli un carattere di pescatore. L’agricoltore ogni mattina va al suo campo, la strada è sempre la stessa dato che la terra non si sposta. A memoria conosce il cammino e così anche i suoi animali imparano, vanno e vengono senza grandi problemi.
Mi ricordo che quando a Camparmò mi occupavo delle mucche esse conoscevano molto bene la strada della pastura e del ritorno alla stalla: al mattino dopo la mungitura le liberavo e, come in una processione, uscivano verso il campo, mentre alla sera erano pronte al bordo del recinto per rientrare ognuna al proprio posto. Questa non è intelligenza bovina, ma abitudine! Così forse anche noi lavoriamo nel Regno dei Cieli più per abitudine: tutto è già segnato, nulla cambia, sempre lo stesso. La vita del pescatore invece pare diversa: nel mare non ci sono sentieri, ma sempre rotte nuove da scoprire ogni mattino a seconda di come soffia il vento. E chi mai ha imbrigliato il vento? Come dice Gesù, del vento sentiamo la sua voce, ma non sappiamo da dove viene e dove va (cfr. Gv 3,8). I semi germogliano e non cambiano posto, ma i pesci continuamente si muovono: oggi dove andranno? Il pescatore deve in continuo cercare il pesce, sfidare il mare stesso e affidarsi al proprio istinto. Ogni giorno è una nuova avventura da esiti incerti. Basta vedere alcune scene evangeliche per capire che puoi lavorare tutta una notte senza pescare nulla, come pure tutto ad un tratto la barca si può riempire di pesci.
Nel mare è di casa l’imprevedibilità, nel campo è di casa lo scontato. Nel Regno dei Cieli vale la regola della creatività, della novità e dell’apertura. Il lavoro apostolico molto spesso si è trasformato in una strada battuta dove lo schema ha prevalso sulla libertà dello Spirito e la creatività è stata soppiantata dalla routine. Il vento impetuoso della Pentecoste è stato trasformato in aria condizionata regolabile a piacimento, ma che a lungo andare provoca solo malattie respiratorie. Qualcuno mi potrà obiettare che in questo modo annullo il valore della tradizione. Lungi da me pensare che la tradizione non abbia valore, anzi, al contrario, ma non vorrei che nello sforzo di custodire tante cose abbiamo perso una delle cose più importanti: la spiritualità e il carattere del pescatore. Ogni uomo rinato dallo Spirito deve saper riconoscere il Suo soffio, ma soprattutto deve saper spiegare le vele al vento dello Spirito e farsi condurre in mare aperto per la pesca. Il programma del pescatore è molto semplice: aperti a seguire il Vento.
Ma dove ci porta, qual è la sua rotta? Dove ci sono gli uomini, lì c’è lo Spirito e lì ci saranno i pescatori. È lo Spirito che conduce il lavoro apostolico e fa incontrare pescatori e pesci. E tale incontro avviene nel mare, non in pescheria. In pescheria ci vanno i clienti e colui che vende il pesce non è un pescatore, ma un pescivendolo. Il pescatore pesca nel mare. Ecco che, per quanto dipende da noi, essere docili allo Spirito è diventare pescatori che sanno usare tutta l’astuzia e tutto il coraggio per diffondere il vangelo nei luoghi dove fino ad ora nessuno ha mai pensato.
Per noi della Koinonia diventare pescatori fa parte della nostra identità: siamo nati per pescare in mare aperto, non per andare per le vie del mercato del pesce. Scostarci un poco dalla riva, prendere il largo e gettare le reti: questo è ciò che dobbiamo fare.
p. Alvaro Grammatica
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