senza frontiere

Per qualcuno quest’estate è stata forse troppo calda, piuttosto solitaria o decisamente noiosa, ma sicuramente non per i 200 bambini e i 400 giovani che hanno partecipato agli accampamenti della nostra comunità organizzati in diversi paesi del mondo. Come nelle Prealpi venete, così nella Sierra del tigre, sulle alte montagne dello stato di Jalisco nel Messico, e nei profondi boschi dell’Europa centrale, questi ragazzi hanno trascorso giorni insieme e, attraverso il gioco e le dinamiche, si sono conosciuti e hanno incontrato Colui che trasforma la quotidianità nello straordinario.
Sono partiti per una settimana lasciando la comodità di una casa con tutto, inclusa l’acqua calda e la mamma che cucina, lava e pulisce, sono partiti forse da soli, con dubbi e poca voglia, ma niente di tutto questo è rimasto a lungo. Un gruppetto di belle ragazze che danno nell’occhio, raccontano: «Nonostante la pioggia, siamo riuscite a fare tutto, compresa l’escursione superbella a un rifugio della cima più alta in zona e siamo state pienamente ripagate dallo sforzo fatto. Ci siamo divertite un sacco e abbiamo trovato degli amici fantastici».
Provare ad essere vittoriosi in terra nemica, quando ti senti una locusta di fronte ai giganti; diventare vittoriosi nella propria vita, quando i problemi sembrano più grandi di noi; essere imbattibili con Colui che ha vinto definitivamente è stato davvero eccitante.
Una delle partecipanti più giovani afferma: «In questi giorni ho imparato moltissimo. Ho più coraggio e non sento quella paura di prima».
Essere moderni, cioè i primi, aggiornati, sempre un passo avanti, aver mentalità non di oggi ma del domani, tutto questo significa “essere profeti”: saper afferrare la realtà e giudicarla, riuscire a prendere la propria posizione, decidersi ed essere fermi, conoscere il valore di noi stessi, del nostro diritto di scegliere e il peso delle scelte fatte o non fatte, cosa voglio e cosa detesto e non permettere che siano le circostanze a fare di me uno straccio diventando così protagonisti della nostra vita per cogliere un futuro pieno di speranza.
Nel gioco e nell’esercizio fisico, nel divertimento e nello stare insieme, hanno riscoperto che non sono da soli, qualche volta anche sporchi e bagnati, stanchi e pensando di non potercela fare, hanno ricevuto le risposte desiderate. «Ora so, che Dio davvero esiste e che può fare per me qualsiasi cosa», raccontano nelle loro condivisioni i ragazzi di tutte le lingue. «Non avrei mai pensato che Gesù potesse aiutarmi nelle situazioni normali, concrete della vita». Il vangelo è senza frontiere e così pure l’esperienza di Gesù è per ogni cultura, popolo e nazione.